Brevi nozioni di onomastica
Da Acerenza wiki.
NOMI, COGNOMI E SOPRANNOMI AD ACERENZA (tra il XVIII e il XX secolo)
dott. Antonio Giordano
Diamo, in poche battute e senza la pretesa di esaurire l’argomento, alcune informazioni, per meglio comprendere l’origine, la tradizione e la storia dei nomi, cognomi e soprannomi.
Dice Bruno Migliorini, esperto e studioso dell’onomastica Tradizionale: “ Presso ogni gruppo di parlanti il nome proprio di persona si presenta con un certo schema, più o meno rigorosamente determinato dalla consuetudine o eventualmente, da prescrizioni religiose o giuridiche.”
Il nome proprio di persona è un segno linguistico che ha la funzione di identificare e distinguere all’interno di una collettività, un determinato individuo.
I nomi individuali o nomi propri di persona vengono distinti in due grandi categorie: Nomi religiosi e Nomi Laici.
I Nomi religiosi si distinguono in:
Cristiani: Agionomi (nomi di santi) Antonio, Francesco, Chiara, Caterina, Lucia.
Israelitici : Presi dall’Antico Testamento, Ismaele, Giacobbe, Rebecca, Isacco….
I Nomi laici si dividono in:
- Generici, non connotati;
- Augurali e/o gratulatori ( Benvenuto, Bonifacio, Bonaventura );
- Affettivi ( Amabile, Bella, Onesto, Eletta;
- Classici, greci o latini ( Marcello, Cesare, Claudio, Alessandro, Lidia, Valeria );
- Di ideologia politica e patriottica ( Sigfrido, Tatiana, Vladimiro, Volfango );
- Di autori e personaggi di opere letterarie, teatrali e musicali ( Aida, Alfredo, Amleto, Tosca, Fedora, Tristano, Iago, Isotta, Otello );
- Di “moda onomastica” ( Luana, Monica, Barbara, Mara, Simona…..
La categoria dei nomi propri di persona si articola, nella situazione onomastica attuale dell’Italia e della maggior parte dei paesi moderni in tre sottocategorie funzionali: il nome individuale o personale o prenome, che ha la funzione di distinguere l’individuo in se, rispetto a tutti gli altri. Il cognome o nome di famiglia, identifica l’individuo in ordine ad un gruppo ristretto di persone ad una comunità minore che è la famiglia, il gruppo familiare, il clan in cui si articola la collettività.
Il soprannome ha la funzione di identificare, soprattutto in ambienti sociali ristretti e solidali, un individuo in sostituzione del nome e del cognome ufficiale.
Partendo dal periodo romano, senza andare all’origine del nome di persona che non appartiene alla storia ma alla preistoria delle lingue, presso i romani in età repubblicana, troviamo anche 4 elementi onomastici:
Prenomen Nomen Cognomen Supernomen
GNAEUS CORNELIUS SCIPIO AFRICANUS
Gneo ( nome individuale ), Cornelius ( nome gentilizio che indicava la famiglia di appartenenza ), Scipio ( Soprannome ), Africanus ( ulteriore soprannome derivante, in questo caso, dalla grande vittoria e conseguente distruzione della più temibile rivale di Roma, la città di Cartagine ).
Nell’ultimo secolo del periodo Repubblicano e sul principio dell’Impero troviamo in vigore il sistema dei tre nomi o trinomia:
Prenomen + Nomen + Cognomen o soprannome
CAIUS IULIUS CAESAR MARCUS TULLIUS CICERO
Il sistema dei tre nomi era diffuso solo tra il ceto nobiliare, due elementi onomastici appartenevano ai Liberti, uomini affrancati dalla schiavitù che prendevano il nome originario e quello del padrone che li aveva resi liberi: Tito Livio, Pompeo Trogo etc…, mentre gli schiavi avevano il “nomen unicum”, generalmente un elemento geografico indicante la provenienza es. Spartacus (proveniente da Sparta ) Trax ( della regione Tracia). Questa barriera sociale cade con l’avvento del Cristianesimo e l’editto dell’imperatore Costantino del 312 d.C. che riconosce la nuova religione come religione di Stato.
Nei primi secoli del Cristianesimo ufficiale e per tutto l’alto Medioevo si utilizza il Nomen Unicum per tutti e poteva essere indifferentemente il nomen il prenomen o il supernomen.
Severo, Teodorico, Giustiniano, Valeriano, Pompilio, Abelarda, Teodolinda,….
Naturalmente il nomen unicum varia a seconda delle presenze e delle dominazioni delle popolazioni straniere che si avvicendarono in Italia, soprattutto nel Mezzogiorno, lungo un arco temporale di circa un millennio, da quelle Germaniche a quelle Galliche, dalle Greche a quelle Arabe e Spagnole: Visigoti, Ostrogoti, Goti, Bizantini, Longobardi, Franchi, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi.
Nel Rinascimento si ritorna al nome e cognome: Dante Alighieri, Giovanni Boccaccio, Cristoforo Colombo, Amerigo Vespucci, Michelangelo Buonarroti, Raffaello Sanzio, Antonello da Messina, Michelangelo Merisi, per citare alcuni tra i più famosi personaggi della nostra storia.
Il Cognome è indeclinabile, non ha plurale e indica generalmente:
- Paternità Di Pietro, Di Giovanni, Di Girolamo; - Condizione sociale Notari, Fabbri, Muratori, Pastori; - Signoria feudale D’Este, Azzo, Visconti, Gonzaga; - Origine o dimora abituale Fanfulla Da Lodi, Luigi Del Colle, Jacopone da Todi, Giovanni Da Milano o i nostri: Acerenza Cancellara, Forenza, Pietragalla, Potenza, Pietrapertosa, Calandra…..; - Aspetto esteriore Grosso, Piccolo, De Bellis, Brutti; - Qualità o difetti morali Gentile, Buono, De Bono, De Bonis, Di Bono; - Difetti fisici Gambarotta; - Colore dei capelli o della pelle Rossi, Neri, Bruni, Oliva;
Molti cognomi sono stati alterati nel tempo dalla trascrizione degli ufficiali di stato civile nei registri dei comuni, soprattutto al momento della dichiarazione del nuovo nascituro da parte del genitore, nella maggior parte dei casi analfabeta. Esempio classico ad Acerenza è il cognome diverso tra due fratelli: il primo è stato registrato con il cognome Fao, il secondo è diventato Fago.
Accanto al sistema onomastico legalizzato per fini sociali, esiste un altro elemento quello del soprannome riferibile a quella specifica persona per cui fu coniato, generalmente, il soprannome o nomignolo. “Tale elemento nasce quasi sempre per motivi e moventi affettivi, dovunque ci sono persone che scherzano, lì può nascere il nomignolo e questo lo si ha in special modo in ambienti popolari o scolastici ove si prendono di mira conoscenti, compagni e insegnanti”.
La gran parte dei soprannomi riportati di seguito in successione sono stati ricavati dai registri conservati nell’archivio capitolare della Cattedrale di Acerenza e coprono un arco temporale di circa tre secoli: dal 1700 al 1900.
I soprannomi vengono, qui di seguito, trascritti così come sono stati riportati sui registri dai parroci della Cattedrale che si sono avvicendati nell’arco dei tre secoli. Come si può facilmente osservare, i cognomi possono anche ripetersi, mentre i soprannomi sono sempre diversi, questo fa capire la grande utilità di tale usanza che permetteva di individuare esattamente la persona attraverso il solo soprannome.