Cacamurtir

Da Acerenza wiki.

Mast Pepp

Scaledda(1).jpg


Questo attrezzo ci porta indietro nel tempo, intorno agli anni cinquanta, dentro la forgia di Mast Pepp in via Vittorio Emanuele, a i’ s’deil. E’ una calda serata di agosto. Dentro la forgia lavorano due ragazzi di circa 20 anni Vincenzo Lipori e Giuseppe Fortunato. Stasera hanno fatto tardi, devono consegnare domani un piccone ad un’azienda edile impegnata in scavi di fondazione. Fuori c’è un asino legato alla "vucculecch" e più in la " M’ch’l assettat a u scalon" il contadino alquanto nervoso si fa una tirata al sigaro che oggi ha acceso e spento almeno dieci volte. Anche fumare è un lusso e bisogna farlo con parsimonia.

Nella casa sopra la forgia Maddalena, la moglie d’u mast, sente il canto dell’incudine ad un ritmo sempre più lento. "Pov”ri uaglioun hann fatt nott stas’ra. Chissa cum so strac’que". Tira dal forno una focaccia ancora calda la mett nta u s’nale" e scende. "Mè V’cinz, Peppein mangiatv ne picca de F’cazza i’ ancòra cauda."

Sono ormai le ventidue quando rientra Mast Pepp. Con un sorriso si avvicina a cumpà Michele e si scusa per il ritardo, ma la cinghia della trebbiatrice era lenta e sfilacciata e ha dovuto ripararla. "U mastr, mo so dui sciorn ca stu ciucc non mangia e no u pozz mnà alla p’satoura" dice il contadino con evidente preoccupazione. Mast Pepp si avvicina alla bestia gli passa una mano sulla groppa come una carezza e poi "Non t’ piglià p’nsir Michel l’animal i giovan, mo uardaml mmocc. Uagliò adduc la scaledd".

L’incudine, che all’arrivo du mastr aveva ripreso il ritmo consueto, tacque e P’ppein uno dei discepoli uscì con l’attrezzo che vedete in questa immagine. Mast Pepp con un gesto preciso infila in bocca all’animale la scaledda poi abbassa il manico e l’animale resta con la bocca spalancata. "Cum potei mangia, povra fruscula. Ten’ la mosca." Si tratta di una escrescienza callosa che si forma sotto il palato e impedisce all’animale la masticazione. P’ppein ormai esperto mette a scaldare nella brace la roinett una piccola roncola affilatissima e appena la lama si fa incandescente la porge a u mast che con un gesto preciso stacca la mosca da sotto il palato dell’animale che rincula per il dolore. Appena l’animale si calma il fabbro disinfetta la ferita con sale e aceto.

Mast Pepp era bravissimo nel curare la f’urmcodda una infezione che colpiva lo zoccolo degli equini ma di questo parleremo in un prossimo articolo.

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