Castronuovo
Da Acerenza wiki.
Il segreto di Assunta
Questo incontro con l’autore è speciale per lui e per noi, perché si svolge nel luogo scelto come contesto del suo ultimo romanzo.
Il mio interesse per Antonio nasce nel lontano 1983, quando mi fu chiesto di predisporre una bozza di un’antologia di poeti ed autori acheruntini ad uso scolastico.
Leggere per me oltre che essere un piacere è alimentare la mia sensibilità, perciò accettai di buon grado e scoprii che c’era un mondo sommerso di voci che raccontavano la vita di una comunità e di una umanità che si evolve nel proprio contesto di appartenenza e promuove identità locale.

Di Antonio Castronuovo, in quel momento conoscevo solo una parte degli aforismi, pubblicati in Corsia privilegiata, leggeri e penetranti quanto quelli del Filosofo tedesco Nietzsche nel suo testo “Umano, troppo umano”.
Credo sia un uomo eclettico, dotato di una grande curiosità intellettuale e di una singolare capacità di rielaborazione che stimolano il lettore assiduo ad intraprendere percorsi su temi che vanno dall’esistenziale al politico .
Ecco, questo è l’effetto di conoscere un autore: la partecipazione al dialogo con quella che potrebbe definirsi l’oggettivazione dell’attività intellettuale, cioè l’espressione scritta.
Per esempio, chi l’anno scorso ha seguito l’incontro con Raffaele Nigro, non può negare che le sue analisi e le sue affermazioni ci hanno arricchito di conoscenze e amplificato la capacità di comprensione di quella “spinta” che induce un autore a pubblicare un romanzo.
Antonio Castronuovo, in questi anni, mi ha inviato copie di suoi libri, del foglio letterario che cura, di pubblicazioni varie e interessanti, di critica letteraria, filosofica, musicale.
Ho letteralmente “divorato” alcuni di essi, altri, saggi decisamente più impegnativi, attendono ancora una lettura più approfondita.
Molti di questi testi comunque sono circolati fra gli amici che li hanno apprezzati poiché rispondevano ai diversi livelli di interesse.
Quando Antonio mi comunicò la stesura e la pubblicazione di un testo ambientato ad Acerenza, pensai subito ad un testo corale, conservando gli schemi dei tipici romanzi del Sud, tipo i racconti di Verga …o I fuochi del Basento di Nigro. Lui non mi anticipò nulla, ma escluse la coralità.
Quando finalmente mi giunse la copia la lessi con voracità e subito gli inviai questo commento:
Complimenti, ho rifatto i miei tragitti di esplorazione con una diversa interpretazione.
Cosa dirti? A caldo mi sento stupita della ricchezza di intuizioni interpretative delle situazioni che hai saputo esprimere.
Ti ho seguita passo passo nei tuoi itinerari, meravigliata di quante cose non avevo visto, eppure sono curiosa.
Ma …il segreto della grande ASSUNTA, riferendomi alla Cattedrale, è solo una tua ipotesi? Io ho sempre immaginato cose diverse oltre quell’apertura!
La tua DONNA Assunta mi appare come una figura emblematica, femminile, molto definita, il suo segreto santo quanto quello della cattedrale, ma fuori tempo…( A mio avviso, il segreto della Cattedrale reca un significato sociale, della comunità; mentre quello della donna è un segreto individuale, della persona )
Eppure tu il tempo lo hai definito con quel maledetto telefonino. E’ voluto? Questo passaggio mi è poco comprensibile. Mi ha colpito il tuo modo di giocare con i personaggi, hai saputo dare colore con spirito e realismo, hai creato ombre come pause di contrasto e di tensione. Hai inserito con arte espressioni intense, tipiche del tuo stile aforistico.
In una email successiva gli raccontavo come ho vissuto la penetrazione del libro nel nostro ambiente.
… finora ho atteso con te, per vedere come il paese in cui vivo, fa sua la propria cultura! Tieni presente che ti avevo detto che la mia partecipazione era autentica a tutto il processo! Ho vissuto momenti di forte intensità!
Persone che mi raccontavano, ricordandoli, molti fatti del paese ascoltati nell'infanzia....... altre che mi giustificavano momenti del presente con storie ormai dimenticate da tutti.......e poi amici con cui commentarti.........altri da ascoltare con attenzione, perchè critici e molto legati all'immagine del paese.
Insomma tu hai inventato un romanzo io l'ho attraversato nella coralità dei miei conoscenti! Poi ti invierò i commenti degli amici lontani e vicini .
Oggi, con il senno del poi, vedo il suo romanzo integrato nella letteratura del momento storico che viviamo.
E’ una sintesi atemporale, è un tempo che diventa permanente nell’umanità che scorre: è la presenza di fatti ed emozioni del singolo, in questo caso di Assunta, che vive la fatalità, ama, soffre, ritualizza il dolore!
Il colore dell’emozioni è espresso in una forma arcaica, appartenente al passato, che evidenzia contrasti ben delineati e riconosciuti da tutti, perché mediati nel ricordo di una tradizione di silenzi ormai lontana. Si pensi alla storia della poetessa Isabella Morra di Valsinni!
Questo sul piano della narrazione che diventa introspezione !
Sul piano della descrizione dei luoghi l’autore ha scelto Acerenza, accompagnando il lettore come una guida lungo un percorso di scoperta e familiarizzazione.
Il romanzo Il segreto di Assunta diventa così, anche la voglia di conoscere e di entrare in una cattedrale.
Luogo sacro senza tempo, in cui le storie individuali più personali e segrete hanno trovato rifugio, cercato fede, coltivato riscatto!
Luogo permanente però, anche di testimonianza storica che sopravvive alle vicende personali e sociali!
E’ questa la libertà dell’autore: costruire narrazioni che rispondono alla propria sensibilità in spazi scelti per amore o per interesse culturale.
Molti di noi, non si sono riconosciuti nell’ambientazione storica, nei protagonisti della storia.
E’ un’immagine deformata rispetto al nostro modo di percepirci, tuttavia di una percezione legittima si tratta.
Forse l’autore, con un pizzico di ironia, ci lancia una sfida a relativizzare alcuni stereotipi; lui racconta una storia parallela in cui alcuni nostri atteggiamenti sono caratterizzati ed esasperati con maestria.
Forse sottintende un invito a dialogare in modo più partecipato, più reciproco, più attento! Veramente… aspettiamo che gli altri scoprano le nostre potenzialità?
Questo comunque potrà essere espresso da lui, noi non dimentichiamo che il romanzo è un misto di finzione, realtà e verosimile!
Tempo fa egli mi diceva che l’impressione di pigrizia degli ambienti tradizionali è quasi inevitabile, ma che non va riguardata come negativa: è il trucco che ha permesso alle culture locali di conservarsi nei secoli, e questo non è poco, oggi che tutto è globalizzato!
Critica
Non aggiungo altro di mio, per rendervi partecipi di come questa esperienza letteraria è stata vista dai critici che l’hanno recensita.
Andrea Pagani sul Sabato sera di Imola, il 17 Marzo 2001,scrive :”Non c’è dubbio che l’ultimo romanzo di Roberto Asnicar dal titolo “Il segreto di Assunta” possieda quel raro fascino della parola che va al di là di una precisa dinamica dei fatti e che arriva invece a penetrare in profondità le sensazioni”
Gea Eliana Mirenda , su Romagna in Libreria, il 3 maggio scrive: “La scrittura di Asnicar sa mirabilmente costruire questa storia fatta di morte e di dolore facendo assurgere Assunta a simbolo e paradigma di un’intera comunità e di tutta l’anima dell’Italia Meridionale, dipinta con pennellate antropologiche e con accenni alle glorie storiche ed artistiche trascorse.
…Da intendersi come una proclamazione della forza di cui Assunta è simbolo muto ed ignaro: la costanza, la fedeltà, la volontà dell’amore materno… che il dolore mette a dura prova, ma non distrugge.”
Chiudo con la recensione che mi piace di più: scritta da Lorenza Montanari sul Giornale di Massa nell’aprile 2001.
La narrativa può emozionare, stimolare, informare, educare e chi ne ha, più ne metta, ma quello che conta veramente è il magico feeling che ogni volta si rinnova tra chi scrive e chi legge. Perché insieme, come prendendosi per mano, si compie un itinerario.
…L’autore offre al lettore l’opportunità di un viaggio che si svolge su più piani: uno attuale e concreto, un altro remoto ed oscuro, un altro ancora profondamente introspettivo.
…Egli ci porta ad Acerenza, un paese della Lucania…e qui siamo nel concreto, nell’oggi, con i problemi di far cmbaciare la modernità con la natura imprevedibile di sempre.
Ma a poco a poco entriamo nell’arcano ed è l’arte lo scenario, l’arte che sa inquietare, intrisa com’è, di passato e di mistero. (Per arte vedi la nostra opera d’arte)
Ed è una grande opera architettonica, una cattedrale gotico- romanica dove il sacro convive con gli aspetti più inquietanti del profano.
Chi è la misteriosa figura femminile che si muove nella Cattedrale?…
…E allora entriamo nell’introspezione insieme al protagonista, che si immerge nell’anima…
…l’autore non si limita al “romanzo di immaginazione” ma dà infine vita ad un’allegoria filosofica sulla condivisione del dolore…
- Antonietta Pepe