Feste popolari
Da Acerenza wiki.
Qui di seguito puoi trovare un resoconto delle feste popolari
Indice |
[modifica] Festa di Sa Canio
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[modifica] Festa di Sant'Antonio
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[modifica] Festa della Dedicazione della Cattedrale
http://ciaf.acerenza.info/documenti/main.php?g2_itemId=2210
[modifica] Festa dell'Incoronatella
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[modifica] Il carnevale
Il carnevale oggi ad Acerenza si festeggia con una sfilata dei carri per le vie del paese ma un tempo era una festa che investiva direttamente le famiglie nelle loro case. I giovani si organizzavano in piccoli gruppi, si vestivano da donna e si truccavano il viso cu u n’gr’foum (polvere di fumo) che raccoglievano sotto il fondo della caudara adduv si cuceia la pasta supa u fuc’lare (sotto la pentola dove cuocevano la pasta). Per questa ragione le maschere si chiamavano i t’ntl (facce sporche o dipinte). A frotte i t’ntl si riunivano sotto u ballatour (l’ingresso) di una casa dove sapevano esserci una bella ragazza e si mettevano a cantare a squarciagola.
So mnout a cantare p’ sauzezza se m’la u da tutta la mazza.
Se m’la u da tutta la mazza teng lu cumpagn’ ca m’ porta u p’zz.
Di solito le famiglie facevano entrare i t’ntl che inscenavano un ballo in casa per poi assaggiare un pò di salame, innaffiato da un buon vino, bevuto rigoramente a garganella, da u cann’tt de la fiasca. Tra una sorseggiata e l’altra un ragazzo travestito da donna che impersonava Quarantana ( Quaresima, la moglie di Carnevale) si sbracciava in un lamento funebre per piangere Carnevale che stava per morire e che sarebbe certamente morto se non fosse stato curato con pillole di soppressata e con sciroppo di cantina.
I canti erano accompagnati da uno strumento particolare "u cuba cuba" una vecchio barattolo coperto con un una pellicola tratta dalla v’sseica du purc (vescica del maiale) collegata con una stecca d’ mel’ca (melica, una pianta coltivata insieme al granturco che serviva per confezionare le scope). Strofinando col palmo della mano sulla stecca d’ mel’ca lo strumento emetteva un tipico suono cupo molto sensuale.
Quando la famiglia ospitante era poco generosa o quando la ragazza corteggiata si mostrava fredda e indifferente, i t’entl uscivano cantando:
U cuba cuba mei v’n da Salirn la sauzizza tuia pozza fa li virm.
Le famiglie, di solito molto numerose, vivevano e dormivano in una stessa stanza in regime di promisquità per cui era necessario che la vita sociale fosse regolata da norme molto rigide e divieti spesso asfissianti. Solo a Carnevale era permesso, scherzare su quelle regole e sui divieti, senza però trasgredirli. Perciò i ragazzi vestiti da donna con le gonne ed i corpetti di una sorella opportunamente gonfiati con pezze sul petto se la ridevano imitanto goffamente le coetanee impacciate che naturalmente sorridevano divertite.
Carnevale 2007
Se clicchi sui links che seguono puoi leggere gli articoli apparsi sul blog nel 2007 relativi all'evento dai commenti che i visitatori hanno lasciato sul blog puoi ricavare utili indicazioni di come la gente vive questo evento.
http://blog.acerenza.info/2007/02/18/carnevale-acheruntino/
http://blog.acerenza.info/2007/02/20/i-carri-di-oggi-e-il-carnevale-di-ieri/
http://blog.acerenza.info/2007/02/20/la-banda-musicale-sfila-in-costume/
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Carnevale 2008
Leggi l'articolo apparso sul blog.
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