Guerra greco-gotica
Da Acerenza wiki.
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ACERENZA DURANTE LA GUERRA GRECO-GOTICA
Nel 476 d.C. Odoacre, capo degli Eruli, depose Romolo Augu-
stolo, l'ultimo imperatore romano d'Occidente. Questa data segna
appunto la fine dell'Impero romano d'occidente e apre il Medio
evo. Nel 488, con l'appoggio morale dell'imperatore di Costantinopoli, Zenone, Teodorico re degli Ostrogoti scende in Italia,
sconfigge Odoacre e si impadronisce di tutta la penisola.
Intanto a Roma il Papa è impegnato a difendere la libertà
della Chiesa di fronte all'ingerenza dell'imperatore di Oriente.
Alla morte di Anastasio II Costantinopoli impone la nomina di Lorenzo, la chiesa romana elegge invece Simmaco. Teodorico appoggia Simmaco, ma i sostenitori di Lorenzo lo accusano di immoralità e
di simonia. Teodorico convoca un sinodo (499) per decidere sulla
fondatezza delle accuse. Il sinodo, mentre dichiara la propria
incompetenza a giudicare il Vescovo di Roma, riconosce Simmaco
come successore di Pietro. I sostenitori dell'antipapa Lorenzo
resistono per alcuni anni con le armi in pugno fino a quanto Teo-
dorico interviene con la forza per imporre l'accettazione della
sentenza sinodale.
IL VESCOVO ACHERUNTINO GIUSTO FRA I PADRI SINODALI
Tra i vescovi che partecipano al sinodo si fa registrare anche Giusto vescovo di Acerenza. Era dunque entrato in crisi il rapporto fiduciario tra i Goti e l'imperatore d'oriente. E la guerra scoppiò quando l'imperatore Giustiniano mandò ingenti forze in Italia per liberarla dai Goti e ricostituire l'unità dell'impero romano-cristiano sotto il profilo militare, amministrativo e religioso. Inizia cosl la guerra greco-gotica
che dopo alterne vicende si concluderà a vantaggio dei Greci.
I GOTI OCCUPANO ACERENZA
Nel 537 Totila, re dei Goti, occupa Acerenza e lascia in sua difesa
un presidio di quattrocento uomini al comando del leggendario capitano Morra.
Acerenza in questo periodo si presenta come fortezza inespugnabile. "Acherontide, validissima piazzaforte per la difesa de'comini della Lucania" (Procopio, Bell.Goth. 3, 23). Essa infatti
domina la strada che lungo il Bradano collega la costa ionica fino alla valle di Vitalba. Troia, Acerenza, ed. Splasc, Acerenza, 1994, pag. 28.
I Greci allo scopo di isolare Totila chiedono l'appoggio dei
ricchi proprietari (possessores) i quali riconoscono l'autorità
imperiale e si coalizzano contro i Goti, ma la politica sociale
di Totila a vantaggio dei ceti subalterni e dei coloni gli guadagna la simpatia delle grandi masse le quali vedono nel re barbaro
un tribuno del popolo e la guerra greco-gotica assume i connotati
di una guerra sociale.
TOTILA NUME TUTELARE DELL'ANTICA ACERENZA
Nella Memoria' prodotta dal Municipio alla fine del 1800, Acerenza è detta Reggia di Totila e ancor oggi nella parte medievale della città una strada è dedicata a Totila che, come già il mitico eroe Nicia, viene assunto tra i numi tutelari dell'antica Acerenza. E dagli spalti di Acerenza parte la controffensiva contro i Bizantini T.Pedio, "Acerenza Longobarda", in "Radici - Rivista lucana di
storia e cultura del Vulture", Rionero in Vulture, litostampa ot-
taviano, 1993, pag.70.
Giovanni il Sanguinario contrastato dalle popolazioni indigene si ritira ad Otranto in attesa di rinforzi. Quando però il generale Narsete, alto funzionario di corte, viene inviato in Italia con un poderoso esercito i Goti ripiegano, su tre direzioni verso Ancona, verso Taranto e lungo la dorsale appenninica AA.VV., Storia d'Italia, il mezzogiorno dai bizantini a Federico II, UTET, Torino, 1983, vol.III, pag.150-151.
Totila cade in battaglia sull'Appennino Umbro Marchigiano presso Busta Gallorum nell'estate del 552 a.C. Luigi Salvatorelli, "Sommario della storia d'Italia", Giulio
Einaudi Editore, Torino, 1963, pago 80.
ACERENZA CADE IN MANO AI GRECI
Intanto anche Acerenza cade in mano ai Greci, il capitano Morra è arruolato nell'esercito del generale greco Artaude. Ma il nuovo re
Teia riorganizza l'esercito dei Goti, scende in Lucania, riconquista la roccaforte di Acerenza stanziandovi un più forte contingente di soldati al comando del capitano Tignaro. Costantino Gatta Costantino Gatta, "Memorie topografiche della provincia di Lucania", Forni ed. Bologna, 1732 attribuisce la
paternità di queste informazioni allo storico longobardo Epitone
di Eremberto.
Da questo monento, sottolinea l'architetto Donato Antonio Troia "la città
di Acerenza, considerata importante per la sua posizione di dominio su tutta l'alta valle del Bradano, inizia ad assumere una identità come Caput Lucaniae, che sottolineerà l'importanza del
suo ruolo territoriale attraverso la storia della regione." Troia, "Acerenza", Splasc, Acerenza, 1994, pag.29
Caduto anche Teia sulle rive del Sarno nell'ottobre del 552,
Acerenza resiste ai Greci fino alla morte del capitano Tignaro.
Poi, esausta, capitola.
I Greci vi ricostituiscono l' ordo decurionum e ripristinano le antiche magistrature municipali.
Ma, avverte Pedio, essendo stata rinnegata da Giustiniano
con la Prammatica Sanzione del 554 la politica sociale di Totila,
le nuove magistrature hanno il compito di reintegrare nel possesso delle terre gli antichi proprietari che ne erano stati espropriati. Così i bizantini opereranno una sorta di restaurazione del latifondo mortificando l'economia, e lo sviluppo civile
delle campagne.