Il Risorgimento
Da Acerenza wiki.
IL RISORGIMENTO IN ITALIA E AD ACERENZA
- Con la Rivoluzione francese si erano diffuse anche in Italia le idee di libertà, di uguaglianza e di fraternità. I patrioti italiani accolsero con entusiasmo Napoleone in occasione della prima campagna di Italia nel 1897. I sovrani furono sbalzati dai loro troni e nelle più grandi città italiane sorsero delle repubbliche.
In questo periodo sorse ad Acerenza (1799) una municipalità
repubblicana. Ne fece parte Cappetta Onofrio, appartenente ad una
ricca famiglia gentilizia.
Il 2 febbraio 1799 a Cancellara sorse una municipalità repubblicana: ne fecero parte Giuseppe Francesco Paolo Albanese
che, coinvolto in vari fatti d'arme dopo la caduta della Repubblica Napoletana, venne incluso tra i rei di stato.
Il 7 e 1'8 febbraio dello stesso anno si registra a Cancellara una controrivoluzione di ispirazione sanfedista nella quale
rimasero uccisi, per la parte sanfedista, Giuseppe Polosa e Ni-
cola Ianniello. Aveva preso parte allo scontro in difesa della
municipalità repubblicana il popolano Angelotti Nicola.
Nel marzo del 1800 si ha notizia di una sommossa sanfedista
anche ad Acerenza. Scopo della sommossa era lo scioglimento della
municipalità repubblicana. A capo della sommossa furono i fratelli Montanaro, Antonio e Giuseppe. La sommossa fu repressa
dall'avvocato Gala Scipione a capo di un reparto armato. Nel conflitto rimase ucciso Montanaro Antonio.
- Napoleone non aveva forze sufficienti per presidiare l'Italia, perciò mentre egli era impegnato nella campagna di Egitto i sovrani spodestati ebbero facile vittoria sulla resistenza dei patrioti italiani e ritornarono sui loro troni. Conclusasi la campagna di Egitto, Napoleone ridiscese in Italia e scacciò definitivamente i sovrani dai loro regni. Quindi Napoleone riorganizzò le sue forze in Italia, impose nuove tasse e cominciò a portare in Francia tesori d'arte italiana. I locali governi repubblicani vengono convertiti in province dipendenti dalla sovranità francese.
Nel 1805 viene designato sindaco di Acerenza Cappetta Onofrio che nello stesso anno avvia per la loro formazione i due figli Michele e Diodato al collegio militare della Nunziatella.
Di essi, il primo sarà costretto a ritirarsi per motivi di salute
e diverrà poi sacerdote, vicario arcivescovile di Acerenza e Vescovo di Gravina più tardi, l'altro diventerà Generale del Genio
nell'esercito Borbonico. Tra gli eleggibili del regno (304 in tutto) figurano alcuni cittadini di Acerenza: Cappetta Onofrio e
Gala Antonio Maria i quali disponevano di un reddito superiore a
200 ducati.
- Nel 1808 l'Italia meridionale viene assegnata al regno di Napoli la cui corona toccherà al generale francese Murat, cognato di Napoleone. A dispetto del principio di uguaglianza di tutti i cittadini, Napoleone promulga una legge elettorale per cui si riconosce il voto attivo e passivo soltanto ad alcuni cittadini facoltosi.
Nel 1808 Cappetta Onofrio è consigliere provinciale, manterrà l'incarico anche dopo la restaurazione del 1805. Nel 1810
Gala Antonio Maria 1 è nominato Consigliere d'Intendenza 2.
Il 16 aprile 1812 in attuazione delle leggi eversive della
feudalità viene emanata l'Ordinanza Masci che il Consigliere Intendente Mandarini manderà in attuazione in Acerenza. In forza di tale Ordinanza i beni dell'ex feudatario di Acerenza, il Principe Pignatelli di Belmonte, vengono in parte acquisiti al demanio e poi diviso in lotti ed assegnati per gli usi civici aicittadini, in parte acquistato dalle famiglie più facoltose del paese come i Panni.
Il Cav. Antonio Maria Gala nacque ad Acerenza il 15 luglio 1774 da nobile famiglia di origine pugliese. Rimasto in tenera età orfano di padre fu avviato al seminario di Matera ove frequentò le classi elementari; alla morte dell'unica sorella la madre lo richiamò ad Acerenza ove lo affidò alle cure del canonico teologo Donato Guglielmucci, insigne letterato. Giovanissimo pubblicò un saggio di filosofia e più tardi dette alle stampe un nuovo saggio in latino intitolato "De SibilIis". Completò gli studi a Roma. Una grave malattia della madre lo richiamò in Acerenza. Si dette alla politica ottenendo a soli vent'anni eccellenti risultati. Subi il fascino delle nuove idee portate avanti dalla Rivoluzione francese; dedicò tutto il suo impegno per costruire le basi culturali, civili ed economiche per una società moderna che usciva con molte speranze da secoli di civiltà ed economia feudale. Fu deputato della Lucania sotto Murat. Dal 1910 resse la carica di Consigliere d'Intendenza per 34 anni. Mori in Acerenza nell'aprile del 1845.
L'avvocato Scipione Petruzzi afferma che la strada di collegamento con le Puglie e quella che ~orta a Potenza furono costruite grazie all'interessamento del Consigliere d'Intendenza Antonio Maria Gala. Per sua iniziativa fu anche eretta la monumentale fontana di San Marco. Il Consigliere d'Intendenza Antonio Maria Gala, il sindaco Pietro Paolo Glinni ed il Generale Diodato Cappetta sostennero efficacemente l'iniziativa del Capitolo diocesano nell'erezione del Seminario diocesano e dell'Educandato femminile.
- Nel 1815, sconfitto Napoleone, i rappresentanti degli Stati vincitori, riunitisi in congresso a Vienna, restaurano in Europa il vecchio ordine sconvolto dai fatti che avevano seguito la Rivoluzione francese. L'Italia veniva nuovamente divisa in regni, ducati e gran ducati sotto la severa sorveglianza dell'Austria. La restaurazione non potè cancellare dalle coscienze degli Italiani le idee ed i valori della libertà costituzionale. I patrioti, non potendo libera~ente professare le proprie idee, si organizzarono in società segrete: la più nota fu la Carboneria. Le idee diffuse dalla Carboneria innescarono a Napoli una sommossa per opera di Silati, Morelli e Guglielmo Pepe.
Contemporaneamente anche in Basilicata si registrano moti insurrezionali ai quali parteciparono alcuni acheruntini: Glinni Pietro Paolo, Manfredi Pasquale ed i figli di Rosa Glinni in Nigri: Lorenzo, Gerardo, Giorgio e Vincenzo. Nel 1820 per iniziativa dei figli di Rosa Glinni si apre una vendita carbonara nel nostro paese. Grande maestro fu Pietro Paolo Glinni. Sotto la spinta delle idee liberali Ferdinando di Borbone concede la Costituzione nel Regno delle Due Sicilie.
Nel 1815 si costitui a Potenza, animata dal seminario, la prima vendita carbonara. Nel 1818 si ha notizia di un'altra vendita carbonara ad Avigliano. Uno degli affiliati fu Carelli Francesco, sacerdote acheruntino, che, scoperto, fu condannato agli esercizi spirituali a Potenza, dove il Carelli ebbe modo di conoscere i maggiori esponenti delle vendite sorte nel capoluogo.
Nel 1827 Pietro Paolo Glinni fonda una nuova società segreta che prende il nome dei "Pellegrini Erranti". Pietro Paolo Glinni oltre che patriota fu anche uomo di cultura, scrisse infatti una monografia su Acerenza.
Nel 1828 150 uomini armati della polizia borbonica irrompono nella casa di Rosa Glinni ad Oppido e catturano i suoi quattro figli. Lorenzo poi (10 marzo) sarà condannato a morte e fucilato, invece gli altri tre vengono condannati ai lavori forzati per 20 anni. La coraggiosa madre che aveva seguito ed incoraggiato i figli nell'attività di cospirazione mori di crepacuore dopo 15 giorni dall'esecuzione del figlio Lorenzo.
- Intanto nell'Italia settentrionale continuavano i moti carbonari. Nasce la Giovane Italia, una nuova società segreta che ha per programma L'Italia una, indipendente, repubblicana. Gli adepti alla Giovane Italia provocano sommosse in varie parti d'Italia. Seguendo l'esempio dello stato pontificio molti altri stati italiani concessero la costituzione: Carlo Alberto in Piemonte, Ferdinando a Napoli, e Leopoldo II in Toscana.
Nel 1848 sorge anche ad Acerenza una nuova società segreta "I figli della vendetta" e ne fu segretario il canonico La Gala Gaetano. Nello stesso anno si registra anche ad Acerenza un moto insurrezionale.
In un suo scritto La Gala Teodosio ricorda: "La Borbonica polizia non seppe soprattutto perdonarmi di aver io il 1848 inalberato in questo paese pria che in altri della Provincia nostra, il tricolor vessillo: quindi mi perseguitò, senza tregua durante il nefasto dodicennio. Venni reiterate volte imprigionato, massime da quanto l'efferato governo seppe che io era uno dei più fidi ed energici affiliati al Comitato politico di uomini eminenti della Lucania, che ardentemente cospiravano per abbattere, colla tirannica dinastia, il dispotico reggime. Ed ebbi in carcere l'alto onore di aver compagni, nel duolo, i più distinti personaggi di quel tempo, come Alianelli, Giliberti, De Falco, Vigliani, Branca, fratelli Venetucci, per tacere di moltissimi altri. E tutti mi tennero in conto di leale amico e sincero patriota. Suonata appena l'avventurosa e tanto sospirata ora del riscatto, fui tra i primi ad accorrere a Potenza con un drappello di volontari da me reclutati, per sconfiggere la Gendarmeria Borbonica ed istituire in quel Capoluogo il governo provvisiorio prodittatoriale. Fui da' Governatori, che intimamente mi conoscevano, dal Generale Boldoni e dal Comandante di Piazza Sig. Scoppa incaricato di soprintendere alla difesa della Città. Ebbi altresì la delicata missione di provvedere all'acquisto della Bandiera per conto del Governo provvisorio." da Risposte pel pubblico a-
cheruntino". - Potenza, Tip. Santanello, 1882 -.
UN CIRCOLO MAZZINIANO AD ACERENZA
La Gala Teodosio inalbera la bandiera tricolore e incita la popolazione alla rivolta contro i Borboni. Il moto è di chiaro stampo mazziniano. Il tricolore infatti dimostra che il programma degli insorti non era soltanto quello di ottenere la Costituzione, ma quello di fare l'Italia libera ed indipendente. Dovette esserci uno scontro a fuoco. Infatti poi, La Gala Scipione sarà processato per uso improprio della forza armata.
Il 15 maggio 1848 si costituisce ad Acerenza un Circolo costituzionale, ne fecero parte gli acheruntini La Gala Teodosio, Glinni Pietro Paolo, Gilio Giuseppe Maria, Bigotti Vincenzo, Canio Pietragalla ed altri.
Scoppiarono anche ad Oppido moti insurrezionali, ne rimase coinvolto l'acheruntino Carelli Francesco.
MOVIMENTO LIBERALE AD ACERENZA
Nel 1849 l'acheruntino D'Alessio Achille collega il movimento liberale acheruntino con una società segreta facente capo ai Di Pierro e Polino di Genzano.
Nel 1849, mentre in Italia settentrionale Brescia resiste eroicamente, i Borboni comminano condanne agli acheruntini che avevano partecipato ai moti del 1848.
- Intanto Roma riesce ad ottenere l'indipendenza con il triunvirato Mazzini, Armellini e Saffi.
Nel 1850 Noce Pasquale, un antesignano dei pentiti, denuncia tutti gli adepti della società segreta "I Figli della Vendetta" che conseguentemente si sciolse. Canio Pietragalla viene processato e condannato al carcere che scontò fino al 1860. Egli stesso racconta: "Nel 1850 ebbe tanta fierezza d'animo nell'udir la condanna, e tale disprezzo verso coloro che l'avevano emessa, da far dire al Proc. Generale Ecaniz in pubblica udienza: signor Presidente guardate quel mezzo riso!... si hoc in viridi, quid in aridi?".
- Il 10 aprile 1850 Re Ferdinando II promulga un atto di sovrana clemenza per tutti i liberali coinvolti nei moti del 48 allo scopo di assicurare la pace sociale nel regno.
Beneficiano dell'indulto molti acheruntini. Intanto si costituisce ad Acerenza una nuova società segreta.
- Il 31 luglio del 1851 Amatore Sciesa viene sorpreso mentre attacca un manifesto e viene condannato a morte. Nel 1857 alcuni patrioti italiani con a capo Carlo Pisacane, mazziniano, ritentarono l'impresa dei fratelli Bandiera. L'impresa anche questa volta falli.
Nel 1851 si ha notizia di un moto insurrezionale ad Acerenza nel quale si auspica l'intervento straniero per costringere Re Ferdinando a mantenere la Costituzione.
Nel 1855 molti acheruntini si faranno sostenitori del programma murattiano. Murat nel suo proclama di Rimini auspicava l'indipendenza e la libertà d'Italia.
Nel 1860 si registra ad Acerenza un nuovo moto insurrezionale. La Gala Teodosio fu in questo frangente Ispettore delle barricate. La rivolta termina in Agosto con l'adesione degli insorti alle colonne Mennuni e Pomarici. Il movimento insurrezionale fu contrastato dai fratelli Amatiello Francesco e Giuseppe, da De Sio Canio , La Gala Canio e dal sindaco Cappetta Michele.
COMITATO CONTRORIVOLUZIONARIO E FILOBORBONICO
Costoro volevano rimanere sotto la dinastia dei Borboni. Questo gruppo di cittadini acheruntini costituì intorno alla Curia Arcivescovile un comitato controrivoluzionario e filoborbonico.
SI PREPARA L'IMPRESA DEI MILLE
Intanto a Palazzo San Gervasio si organizza un moto rivoluzionario nel quale è coinvolto figurava l'acheruntino D'Alessio Pasquale che poi segui Luigi Ciccotti a Potenza per organizzare la partecipazione dei lucani all'impresa dei mille. Molti altri acheruntini accorsero armati dei propri arnesi di lavoro.
Fecero parte della VIII colonna Pomarici i seguenti acheruntini: Altieri Giuseppe, De Luca Antonio, Forenza Canio, Franzese Antonio, Teodosio La Gala, Lancellotti Giuseppe, Lioi Vincenzo, Marmo Saverio ed altri.
Fecero parte della VII colonna Mennuni i seguenti Acheruntini: Baccellieri Domenico Paolo, Francesco Enrico ed altri.
Canio Pietragalla, appena uscito di prigione reclutò un gruppo di giovani volontari e si recò a Potenza. Partecipò in un reparto di cavalleria alla battaglia del Volturno ove rimase leggermente ferito. A Caserta fu ferito ad una gamba e quindi ricoverato in Ospedale Militare.
ARRESTATO E PROCESSATO PER MOTIVI POLITICI ANCHE IL FUTURO ARCIVESCOVO DI ACERENZA LOSCHIRICO
Nel 1860, in Calabria, fu arrestato, processato ed incarcerato per motivi politici il cappuccino Fra Gesualdo Nicola Loschirico che, liberato e riabilitato l'anno successivo, sarà nominato Vescovo di Gallipoli e quindi salirà alla cattedra arcivescovile di Acerenza e Matera.
In questo periodo si costituiscono i primi nuclei del brigantaggio legati al movimento legittimista.
INSURREZIONE LEGITTIMISTA SOSTENUTA DA BORIES
Nel 1861 abbiamo notizia di un moto legittimista ad Acerenza. La Gala Antonio inalbera la bandiera borbonica ed incita il popolo ad abbattere il governo piemontese. A sostegno dell'insurrezione interviene dall'esterno il generale Borjes. Si distinsero nella resistenza Orlando Antonio ufficiale della Guardia Nazionale, La Gala Teodosio tenente, Gilio Antonio milite della stessa Guardia Nazionale.
Nel 1867 muore a Portici il Generale del Genio Militare borbonico Diodato Cappetta.
Nel 1862 Canio Pietragalla, non ancora ristabilito per la ferita alla gamba, fu in Sicilia al seguito di Garibaldi e poi ad Aspromonte ove anch'egli fu fatto prigioniero e rinchiuso nel forte di Bard.
Nel 1863 lo stesso Canio Pietragalla prese parte a diverse
spedizioni armate contro il Brigantaggio.
DISASTRO DEL 1864
Nel 1864 avvenne ad Acerenza un disastro, alcuni speroni di roccia si distaccarono, seppellendo una ventina di case. Non ci furono vittime perché si ebbe tempo di evacuare la zona.
SI ORGANIZZA AD ACERENZA IL PRIMO MOVIMENTO SOCIALISTA
Nel 1882 l'avvocato Canio Restaino di Paolo fondò la Società Operaia. La riunione di inaugurazione si tenne a casa sua, era stata invitata anche la Giunta Municipale, che declinò l'invito. Alla riunione partecipò anche un certo Camillo Schettini, forestiero, probabilmente uno degli animatori delle Società Operaie in Basilicata. I Notabili del Comune in un opuscolo pubblicato a cura della Giunta Comunale 1 affermano di sentirsi in dovere di tutelare il benessere morale e materiale della comunità che le "pericolose teorie" del Restaino minacciano di sconvolgere. In detto opuscolo le idee del Restaino vengono rigettate come comuniste e quelli che le professano vengono qualificati come socialisti. Dal testo si deduce inoltre che ci sarebbero stati tafferugli con i soggetti oggi affiliati alla Società operaia.
Uno di essi sarebbe stato "battuto dai Carabinieri su una pubblica via di Acerenza" dopo essere stato ammonito una prima volta 1'8 marzo del 1875 e nuovamente ammonito il 29 giugno. Si rileva che un altro affiliato sarebbe stato un certo Cataldo.
L'opuscolo, pubblicato in risposta ad un articolo apparso nel numero 36 del giornale" Indipendente " di Napoli, su iniziativa del Restaino, scade in insulti ed ironie molto pesanti che testimonia un clima arroventato; fra l 'altro i componenti della Giunta riportano un brano di una lettera del Restaino nella quale si leggerebbe che "se non lo si vorrà ascoltare è pronta la rivoluzione".
Nel 1899 per iniziativa di Vita Antonio Padovani e di Mancino Giuseppe Antonio sorge anche a Genzano un circolo socialista. Nel 1910 il circolo si chiude per i contrasti sulla guerra libica. Salvemini accusa Turati di aver fondato un partito socialista per gli operai del Nord ignorando i contadini del sud.
Durante le guerre ed in particolare durante la guerra 1915-18 alcuni soldati lucani, come Mancino di Genzano, vengono istruiti sulle idee socialiste da cornrnilitoni provenienti dal Nord.
A GENZANO NASCE UNA SEZIONE DEL PARTITO COMUNISTA D'iTALIA
Nel 1920 si riorganizza a Genzano un circolo socialista e due anni dopo gli associati al circolo fondano il Partito Comunista d'Italia: fra gli iscritti vi sono due acheruntini, il contadino Antonio Monaco ed il minatore Antonio Romaniello.
Nel 1935 Raffaela Buonavoglia fonda ad Acerenza un gruppo di animazione per la emancipazione della donna nella famiglia e nella società. Dopo pochi anni il gruppo di ragazze, fra cui le sorelle Monaco, Lina e Antonietta Buonavoglia, le sorelle Romaniello ed altre si recheranno a piedi nei comuni limitrofi per diffondere fra le donne la cultura dell'emancipazione.
DOCUMENTI
"L'anno 1861 il giorno 13 aprile in Acerenza.
Noi Canio Giuseppe Vosa Capitano, in unione di molti di questa
Guardia Nazionale abbiamo proceduto all'arresto di Giuseppe Smaldone Travascio Giuseppe, Antonio Crigozzi ex Gendarme di Palazzo
e Nicola Bochicchio ne facemmo consegna al Sindaco di questo municipio da cui era emanato l'ordine dello arresto stessoo Non veniva poi arrestato ... Restaino ed altri perturbatori della pubblica tranquillità perché all'apparire della forza in più punti si misero in fuga. Ora con ufficio della prelodata autorità del Sindaco consegniamo i sopradetti al potere giudiziario con le armi tolte a ... medesimi cioè una spada ammolata di recente ed acuminata con tagli ai quattro angoli presa allo Smaldone, due fucili carichi, una baionetta, ... con cartoni presi al
Crigozzi, ... al fucile ... presi in casa del Bochicchio rimasta nel quartino appartenente a quest'ultimo".
BRIGANTAGGIO
Il giovane acheruntino, don Oronzo Bigotti, fu una delle vittime della crudeltà dei briganti (il fenomeno dei briganti si sviluppò nel Meridione negli anni 1861-65).
I briganti assalivano le masserie per svuotarle dei beni alimentari; essi avevano chiesto dei soldi al ricco signore Bigotti, il quale, però, si rifiutò di sottostare alla richiesta.
Un giorno il giovane don Oronzo si recò in campagna per controllare che tutto fosse in ordine nella masseria.
I briganti lo intercettarono lo fecero prigioniero, lo legarono con i piedi al basto del suo cavallo con la testa penzoloni e spronarono il cavallo che, conoscendo la strada di casa, portò il giovane, ormai martoriato ed in fin di vita, fino alla porta di casa. Bussò còn lo zoccolo e, quando la madre del povero don 0ronzo apri il portone, si trovò davanti questa scena raccapricciante.