La seconda guerra mondiale

Da Acerenza wiki.

NICOLA FORENZA DIRETTORE DIDATTICO DI ACERENZA(a cura di)

Indice

EPISTOLARIO DI GUERRA DEL CADUTO
CAPORAL MAGGIORE PEPPINO CARAMUTA

1390 REGGIMENTO DIVISIONE BARI




Lettera nr.1




Carissimi Genitori

Il mio pensiero in questi giorni è stato costantemente rivolto a voi, in occasione delle Feste Natalizie, poiché avrei voluto passarle in mezzo a voi tutti, ma ciò non è stato assolutamente possibile.

Partimmo tutti da Foggia la mattina del 23 a bordo di apparecchi tedeschi, e in meno di due ore atterrammo in questa località interna dell'Albania, però lontanissima dal fronte, ove avrei voluto scrivere a lungo, ma non mi è stato possibile per mancanza di carta e di tutt'altro che ci potesse servire. lo, per quanto questa vita di accampamento possa essere disagevole, sto ottimamente bene; il clima è buono e mite, poiché siamo circondati da montagne. Qui la moneta italiana non circola. Vi raccomando di essere sempre tranquilli e pensare alla vostra salute. Rinnovo gli auguri più affettuosi e cari a tutti, nonché baci infiniti.

PEPPINO
Indirizzo: 1390 Fanteria - 1 Batt. di Complemento 4~ Compagnia - Posta Militare 72 - A




Lettera nr.2




Carissimi Genitori

Ho ricevuto oggi una vostra lettera con la data del 30-12-1940, e subito vi rispondo, approfittando di un pò di riposo, perchè mi trovo da parecchi giorni lontano relativamente dalla linea. Potete osservare benissimo quanto è grande il disguido postale: la vostra lettera ci ha impiegato 22 giorni!... Quindi vi raccomando ancora una volta di non impressionarvi quando non ricevete mie notizie. Nella vostra lettera mi avete accennato che la mattina del 23 avvertiste un fischio nel Banco di Napoli: forse era proprio il mio pensiero rd il mio cuore rivolto a voi tutti, poichè proprio durante l'aorario che si svolgono le operazioni di versamento, io ero già pronto in aereo per sorvolare la prima volta i cieli della Patria, e raggiungere questa terra per le maggiori fortune.

Il giorno di Natale fu per voi quasi triste, ma per me ancora di più a passarlo sotto una tenda con pioggia e vento, senza alcun conforto, ma pazienza!... Bisogna essere forti e rassegnati, abituarsi al bene ed al male, principalmente quando si è ancora giovani.

Voi cercate sempre di essere in pace e tranquilli, di non abbattervi e pensare particolarmente alla salute. lo sto benissimo in salute, ma che volete?..sono le abitudini che non esistono pi, principalmente la pulizia. Ad esempio, non mi lavo la faccia da almeno un mese, e cosi tante altre cose; però prendo le cose come vengono, sono sempre allegro e spero che Iddio mi conservi sempre cosi fino alla fine della guerra. Il clima è buono. Che si dice di novità?.. Qui noi non sappiamo niente inerente alla guerra, quindi ditemi qualche cosa. L'altro giorno, rubando un pò di tempo, riuscii a rintracciare Don Caio Mario Caronna, dopo aver girato chi sa quanto. Lo incontrai di sera a Berat, città da me conosciuta precedentemente. Lui sta benissimo; la sera mi fece dormire insieme, dopo aver mangiato qualcosa e bevuto un pò di cognac. La mattina seguente io dovetti ritornare. In riguardo se mi poteva essere utile fu impossibile, poichè dipende dal medico del corpo.

Mamma, come ve la passate? me lo sospetto... Però siate sempre allegra e di esempio. Il vostro animo deve essere equiparabile alle famose madre romane, che volentieri davano i loro figli per la Patria. Non dubitate che se S. Antonio mi salverà, presto tornerò ad abbracciarvi. Caniuccio e Checchina stanno bene? Non esistono uffici postali, altrimenti vi spedirei un pò di moneta, frutto dei miei risparmi. Non altro.

Saluti e baci con Maria e Caniuccio. Aff.mo

PEPPINO




Lettera nr.3




Carissima Mamma,

Vi comunicai nella mia precedente lettera che da qualche giorno eravamo lontani dal fronte, ma adesso ci troviamo oltre 100 Km. dalla linea, perchè con l'intera divisione siamo a riposo. Questo riposo dovrà certamente essere lungo, e quindi state sempre tranquilli sul mio conto, poichè adesso siamo assolutamente al sicuro. Mi trovo in compagnia di qualche lucano, uno di Genzano e un altro di Pomarico: questi, feriti contemporaneamente il primo giorno di combattimento, che fu precisamente la sera di Capodanno. L'assalto fu accanito. Ma fummo costretti a ripiegare leggermente col nemico che ci inseguiva.

Ore tristi attraversammo tutti, ma poi tutto fini. Anche la guerra, cara Mamma, è un abitudine. lo non trovo nulla di straordinario; è necessario rassegnarsi e prendere tutto come viene. Sono sempre allegro, malgrado i disagi che la guerra impone. Come state? Io, grazie a Dio, benissimo. Vi raccomando ancora una volta di essere tranquilla sul mio conto, che quanto prima tornerò ad abbracciarvi.

Che fate di bello? Cosa c'è di nuovo?

Non altro: Bacioni infiniti. Vs. affezionatissimo

PEPPINUCCIO


Lettera nr.4




Carissimo zio Nicola

Anzi tutto mi perdonerete del lungo ritardo nel darvi mie notizie da questa terra, poichè benissimo potete immaginare il motivo che in zona di operazioni non esistono nè mezzi nè tempo per scrivere. Da parecchi giorni siamo a riposo e quindi mi affretto a comunicarvi il mio ottimo stato di salute, nonchè un morale abbastanza elevato.

Qui si vive con armonia e spensieratezza assoluta; la musica del reggimento intona ogni giorno marce e inni di giovinezza, e quindi i nostri animi si nutrono sempre più di fierezza e coraggio. Oggi questa terra è gremitissima di potenti e formidabili masse di giovani soldati italiani, tutti indistintamente pronti a qualsiasi evento e ad ogni ordine; negli occhi e negli animi tutti rispecchiano i più nobili sentimenti dei più alti doveri verso la Patria. Ogni soldato di questo glorioso reggimento, che ha già preso parte alle azioni, ha dimostrato il suo spirito e valore; il più umile soldato ha disimpegnato con fede il compito che gli era stato assegnato. E tutto ciò è bello: svela una coscienza, un amore, una fede verso la Patria, degna della nostra gente. Novità sull'andamento della querra sono relative, che voi già conoscete; tutto questo tempo che passa non è altro che un lavoro di approntamento, però siamo alla fine. Le piogge qui sono quasi cessate, il bel tempo si fa vedere e quindi in settimana sentirete cose nuove, mai verificate nella storia del genere umano. Per quanto riguarda me personalmente, vi confermo pienamente chè, ritornando al fronte, non mi farebbe alcuna impressione, poichè siamo già abituati, e quindi si va con decisione e rassegnazione.

Ho fiducia in Dio di ritornare incolume tra la famiglia e parenti tutti. Durante il periodo di riposo ho avuto occasione d'incontrarmi con D. Caio Mario Caronna e D. Giv: Arcieri, i quali trovansi attualmente in Italia per licenza. Tutti e due godono ottima salute. Vi sarei molto grato se per qualche vostra lettera poteste rincorare sia mamma che papà, i quali vivono costantemente in un periodo oscuro pieno di agitazioni e preoccupazioni. E' necessario che pensino esclusivamente alla loro salute, e nient'altro. Voi tutti come state? Mi auguro bene. Italo che scrive? Avrei voluto dargli mie notizie, ma non conosco il suo indirizzo. Non alto; ricevete saluti e baci affettuosi a tutti.

Vostro nipote

PEPPINO CARAMUTA


Lettera nr.5




Carissimo Caniuccio,

giorni fa ho ricevuto una tua lunga lettera, la quale mi ha fatto molto piacere nel sentire tante notizie. Mi domandi se ho visto il Duce. Si, forse due volte al giorno. Il 2 marzo si trattenne tra noi fanti della Divisione (Bari). Mi compiaccio che papà quest'anno non ha sofferto l'infuenza, e solo cosi i lavori dell'esattoria hanno proceduto regolarmente. Sono sicuro che mamma terrà sempre alto il suo morale, quindi si curerà bene la salute; Iddio penserà per me. Potete assicurare Luigi Scuotri che nessuna sua lettera ho ricevuto, altrimenti avrei risposto: nel contempo me lo saluterete tanto, unito alla moglie.

Ti ringrazioaffettuosamente degli auguri del mio onomastico. Mentre scivo ricevo una lettera di Checchina contenente una bellissima figura di S. Antonio, e nella lettera tua una medaglia di S. Francesco e S. Caterina; grazie di questo alto e nobile pensiero. Solamente da questa lettera sono stato informato che avete ricevuto i due vaglia postali, e quindi mi sono tranquillizzato. Come vi ho informato con una mia precedente lettera, ci troviamo per la seconda volta a riposo, però molto breve, dopo cha la divisione durante la seconda decade di marzo ha sostenuto una terribile battaglia, subendo perdite molto sensibili.

Qui si pensa di partire di nuovo per il fronte, da un giorno all'altro. Forse anche voi siete informati che questo sarà l'ultimo attacco contro il nemico, il quale certamente sarà messo in fuga, poichè a tutto aprile il fatto della Grecia sarà eliminato totalmente. Quindi mi auguro che durante questo periodo, Iddio mi assisterà in ogni momento difficile.

In riguardo alla salute sto sempre benissimo e cosi spero fino al rimpatrio. Cosa vuoi? I disagi sono molto duri; tanto per dirne una, si dorme sempre sotto le tende, sulla nuda terra e quindi pidocchi quanti ne vuoi...

Però a tutto questo ormai ci siamo abituati, e quindi nulla ci fa più impressione; bisogna prendere la vita come viene; altrimenti il tempo non passa mai. A questo reggimento sono giunti nuovi elementi, tra cui qualche paesano, però non alla mia compagnia; il figlio di Sasso Calzolaio, il figlio di Checco il Perugino, il figlio di Mecca - Erbamara e qualche altro di Cancellara e paesi limitrofi, i quali ogni sera mi vengono a trovare sotto la tenda, e teniamo commedia, informandomi di parecchie novità del paese.

Baci affettuosi a tutti Aff.mo

PEPPINO


Lettera nr. 6




XXIII - P.M. 8-4-41

Carissimo cugino,

Giorni fa seppi da casa che tu sei stato richiamato, e quindi in terra d'Albania. Oggi ricevo una tua gradita lettera, alla quale rispondo subito, per assicurarti il mio alto morale e salute perfetta.

Caro Peppino, come sai, da cinque mesi mi trovo qui, e quindi sono molto più stanco di te: le sofferenze, i disagi e le privazioni sono indescrivibili, e tu già lo stai notando, senza parlare poi del pericolo che è ovunque, particolarmente per i famosi mortai greci, che hanno tolto la vita a migliaia di giovani; il potente rombo è costantemente nelle mie orecchie.

Occorre, caro Peppino, rassegnazione e fiducia in Dio di ritornare incolumi e vittoriosi nei nostri paesi. Di giorno in giorno si sentono delle belle novità della guerra e della politica, che solo così si può spegnere quanto prima il fuoco di questo fronte tanto aspro e importante.

Speriamo incontrarci

Tuo aff.mo cugino

PEPPINO CARAMUTA


Lettera nr. 7




XXVI - Z.O. 13-4-41

Carissimi Genitori

Oggi giorno della Pasqua di Resurrezione, il mio pensiero sorvola come mai su di voi tutti, augurandovi una felicità e benessere, e pensando che, malgrado la nostra separazione, abbiamo trascorso questo giorno felice e tranquillo, senza preoccupazioni sul mio conto.

Attualmente la mia divisione è situata a quattro Km. dalla linea, dove da qualche giorno le armi nemiche sono al silenzio. Sono le ore cinque pomeridiane e mi trovo in un paesello della base del mio reggimento molto lontano dal fronte per prelevare i telefoni del mio battaglione unito a due altri soldati.

Passando per Berat sono andato all'Ospedale militare, ma non ho potuto incontrare D. Caio Mario, poiché mi è stato riferito che trovansi in licenza. lo sono caposquadra dei telefonisti e sto molto bene. Gli eventi della politica si verificano di giorno in giorno, e quindi le cose vanno molto bene; perciò le vostre preoccupazioni è bene che siano eliminate. Ieri ho ricevuto una lettera dal Podestà. Che avete saputo per il sussidio? Il pacco non ancora l'ho ricevuto.

Baci a tutti

PEPPINO

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