Le due grandi passioni
Da Acerenza wiki.
LE DUE GRANDI PASSIONI: LA POLITICA E IL GIORNALISMO. IL PRIMO QUOTIDIANO DELLA BASILICATA. Tra il 1919 e il 1920 Chiummiento prese il suo posto di nuovo combattente civile al servizio della verità e della giustizia come redattore del “Giornale della Sera” di Napoli, fondato da un altro lucano nittiano, Ugo Amedeo Angiolillo, in cui erano tra gli altri Gino Doria, Domenico Papa ed Enzo Fiore, e come direttore poi del quotidiano “La Basilicata”. Il primo numero de La Basilicata , il giornale che egli volle fondare per un atto d’amore e di fede verso la terra natale, ed al quale dedicò davvero tutte le sue energie, apparve nel 1919 come un’edizione distinta del Giornale della Sera; poi divenne un organo autonomo. Non c’è una raccolta completa de “La Basilicata”. Alle distruzioni del periodo fascista si sono aggiunte quelle post-fasciste in cui i fascisti, per non compromettersi, distrussero tutto ciò che poteva costituire elemento di imputazione, così come fecero sparire dalle Questure e dai Fasci i resoconti delle «spedizioni punitive», delle aggressioni, delle violenze perpetuate nei confronti di Chiummiento e del suo quotidiano. “La Basilicata” poté vivere senza sussidi e con i sacrifici di Giuseppe Chiummiento che profuse nel giornale non soltanto la sua svariata cultura, ma tutto il suo patrimonio e tutti i suoi guadagni di corrispondente di giornali e riviste romane e milanesi. Con La Basilicata cominciarono le battaglie politiche. In quegli anni, Nitti era all’apice della sua ascesa d’uomo politico e di statista, perché aveva assunto le responsabilità del Governo, succedendo ad Orlando quale Presidente del Consiglio, ed egli era già bersagliato dalla ostilità di molti strati della pubblica opinione, alimentati dall’astiosa campagna dei suoi avversari; agli intimi, però, erano note le qualità di questo uomo ed accresceva in loro, ed in special modo in Chiummiento, una sconfinata ammirazione e fede cieca nelle sue idee. Alla fine della prima guerra mondiale, Francesco Nitti pensò di far sorgere una serie di quotidiani politici, uno, possibilmente, per ogni regione, a sostegno e divulgazione della sua dottrina di Stato e della sua prassi di governo: «quel suo socialismo cristiano, che, ispirandosi ai più audaci principi economici, come era un superamento dell’agnosticismo liberale, in fatto di economia e di socialità, così intendeva erigere una salda diga di sbarramento contro il rivoluzionismo marxistico, che fino da allora incominciava a dilagare, coi metodi della violenza, con l’urto delle classi aizzate all’odio sociale, con la netta lotta fra proletari e proprietari, capitalismo e comunismo. L’uomo che scrisse “L’Europa senza pace” mirava ad educare il senso e il gusto politico e civile, economico e sociale degli italiani verso le forme di democrazia, che presuppone alla base l’eguaglianza dei diritti e dei doveri e ambiva di contribuire al massimo alla formazione dello spirito europeistico del vecchio continente, fino ad attuare, in un primo tempo, lo “zolwerein” e, in un secondo tempo, gli Stati Uniti d’Europa. Se la visione fosse realistica o utopistica, storica o antistorica, è un fatto, che si può discutere: certo era geniale…». Sorsero così parecchi quotidiani: appunto “La Basilicata” a Napoli con Giuseppe Chiummiento, per la Lucania; “Il Giornale della Sera” con Ugo Amedeo Angiolillo, per la Campania; “Il Paese” con Francesco Ciccotti Scozzese, per il Lazio; “Il Mondo” con Alberto Cianca a Roma; “L’eco della Sicilia e delle Calabrie” a Messina, con Renato Angiolillo e Ferdinando Santoro; “La Rivoluzione Liberale” di Piero Gobetti a Torino. Ma il fascismo, con sadico furore, travolse tutto l’apparato della stampa nittiana e colpì in pieno quanti erano orientati verso la verità e la libertà. Nell’aprile del 1921 Chiummiento fu assunto al “Paese” di Roma diretto da Francesco Ciccotti Scozzese come redattore per Napoli, per il quale condusse un’intervista a Lenin a Capri. Nell’ottobre del 1920 era stato eletto consigliere provinciale per il mandamento di Acerenza e i nomi che figuravano nel Consiglio Provinciale di quell’epoca, Ettore Ciccotti, Vincenzo Janfolla, Fabrizio Laviano, Aldo Pignatari, Michele Gioia, Nicola Salomone, Bertani Tomasulo, Gaetano Zaccara, Francesco Cancelli, ricordano tutto un periodo di lotta intorno alla politica di Nitti, condotta civilmente e nel rispetto della legge. In questo periodo Chiummiento partecipò personalmente alle lotte amministrative della Lucania, contribuì alla soluzione del problema della Valle del Sarmento, alla apertura al traffico di strade vitali per le comunicazioni di vari centri, come la Potenza - Pietragalla e la Pietragalla - Acerenza, all’approvvigionamento idrico di molti comuni con l’allacciamento all’Acquedotto Pugliese, alla istituzione delle linee telefoniche. Di tutte le questioni si faceva eco il suo giornale, con campagne “tendenti a svegliare i dormienti” (come egli scriveva, alludendo ai rappresentanti della regione in Parlamento) e per porre rimedio alle tristi condizioni della Basilicata.