Libri

Da Acerenza wiki.

Indice

[modifica] Letteratura

immagine:Cumparsita.gif


Cumparsita è un romanzo storico, leggero, lo leggi tutto d’un fiato e nello stesso tempo è denso, pregnante di umanità, attraversato da venature etnico sociali.
Il linguaggio è pulito, fluido, scorre come acqua limpida, fresca, ti bagna ed avvolge l’anima in un clima dove avverti il profumo dell’intimità familiare.
Per la verita, il protagonista Mimmo emigrato in Argentina da Acerenza, non si è dato cura di farsi una famiglia, le figure femminili che gli stanno vicine, come Teresa, Graciela non sono semplici comparse, hanno un posto importante nella sua vita, ma Mimmo Labriola a nessuna di esse riconosce il ruolo di compagna, o di moglie.
Nonostante ciò la vita di Mimmo è attraversata anche da un giovane Raul di cui egli si prende cura; è il figlio del suo migliore amico, Saverio. Il padre però inspiegabilmente abbandona a vent’anni il ragazzo e Mimmo se ne prende cura, lo accompagna alle nozze e nel brillante corso di studi fino alla laurea e qui la storia prende una piega molto intrigante.
Lo sfondo storico del romanzo è disegnato con tratti sfumati, leggeri ma puntuali, altrettanto sfumate appaiono le coordinate geografiche. La scenografia è dipinta con i colori tenui di una memoria nostalgica. Il tessuto del romanzo scorre sul dipanarsi della trama di una vita che non ha avuto l’opportunità di scelte ordinate alla realizzazione di un sogno. Mimmo non ha potuto mettere a monte delle sue scelte di vita una rigorosa formazione, un orientamento professionale, non ha potuto stendere un progetto di vita. Ha vissuto di grandi attese e di scelte immediate.
Era appena bambino quando con la famiglia sale sul cassone del camion dello zio che lo porterà da Acerenza fino a Genova e il suo più grande desiderio era di vedere il mare. Sulla nave, che da Genova lo porterà in Argentina, sgattaiolando furtivo negli stretti corridoi della stiva, sale fino in coperta spinto dalla curiosità e riesce a vedere il sorriso d’intesa che un distinto signore gli rivolge tra tanta gente bene nelle grandi sale della prima classe.
Poi avrà modo di sapere che si trattava di Pirandello. Questo sembra essere il rapporto, almeno fino a quel momento, fra il povero figlio di contadini lucani e gli ambienti dorati della cultura. Eppure Mimmo riuscirà a farsi strada. Non sentirà la fatica dell’ascesa perché camminerà con il ritmo del tango lasciando che la sua vita si impregnasse delle meta emozioni offerte dalla musica e dalla danza. Non è il caso di svelare oltre gli intrecci della trama, semmai consentitemi di fare qualche rapidissima citazione dal romanzo. Ascoltiamo l’autore, questa scena è ambientata nella scuola di Acerenza. La maestra ogni volta che partiva qualcuno si commuoveva. Quando ci stringeva forte per salutarci, lo faceva con un po’ d’invidia perché, se avesse potuto, sarebbe andata lei al posto nostro. Nei suoi occhi traspariva tutto il desiderio di andarsene.
E ancora:
Mio Padre era pieno di rabbia perché lasciava la casa in cui era nato. Tutti e due (i genitori di Mimmo) erano convinti che quel viaggio si dovesse fare.
Come vedete l’autore non argomenta, ma dipinge con le emozioni i suoi quadri, quadri di una umanità sofferente ma dignitosa, forte. Sotto questo profilo una delle figure più belle del libro è Irene, fresca ragazza, studentessa universitaria, che rimprovera a Mimmo il campanilismo degli immigrati italiani.
Poi, il dramma della soppressione della dignità civile del popolo argentino e Irene sarà sacrificata.
La signora Giulia, trattenuta con forza da due uomini si dimenava straziandosi di dolore nel vedere sua figlia così conciata. Cercava con lo sguardo Irene, ma lei fissava il vuoto.
Così la vita civile in Argentina si ferma. Nemmeno il tango si ballava più.





immagine:Maglione.jpg


Rosa Maglione da Venosa, è stata preside della scuola media di Acerenza. Pubblica in questo volume di poesie, molto apprezzato dalla critica,"Acerenza" una poesia autobiografica dedicata appunto alla nostra scuola media.
Rosa Maglione, "COSTUMANZE ANTICHE", Ed. Appia 2, 1979

[modifica] Storia

immagine:Grillo2.jpg


Il testo tratta della storia dei santi martiri più venerati ad Acerenza, San Canio, patrono della città e della diocesi, San Mariano e San Laviero martiri nativi di Acerenza.
Padre Antonio Grillo, "San Canio, San Laviero, San Mariano, Santi Martiri", Edizioni Splasc, 2000.


Immagine:Padre_Antonio_GRILLO.jpg


Padre Antonio Grillo, Acerenza e Matera La visita pastorale nella Diocesi 1543-1544 – Finiguerra Arti Grafiche di Lavello, 1994


Immagine:Michele_D'Andria.jpg


Michele D'Andria, Racioppi polemista: Lucania o Basilicata? – Estratto da: “Giacomo Racioppi e il suo tempo” – Congedo Editore 1975


Immagine:ACERENZA_di_Canio_Muscio.jpg


Canio Muscio, ACERENZA - Salvatore Iodice Editore – Napoli 1957


Immagine:Aspetti_Storico-Artistici_della_Lucania_di_Canio_Muscio.jpg


Canio Muscio, Aspetti Storico-Artistici della Lucania, Note Critiche, - Ceccarelli 1989


Immagine:Prerogative_Storiche_del_nome_Lucania_di_Canio_Muscio.jpg


Canio Muscio, Prerogative Storiche del nome Lucania, Saggio Critico, - Marsili 1988


Immagine:Presuli_del_pi_antico_Vescovado_della_Lucania_di_Canio_Muscio.jpg


Canio Muscio, Presuli del più antico Vescovado della Lucania, Seconda edizione ampliata ed aggiornata, - Ceccarelli 1989


Immagine:Silloge_di_voci_dialettali_Acheruntine_di_Canio_Muscio.jpg


Canio Muscio, Silloge di voci dialettali acheruntine – Edizioni Ermes 1995

[modifica] Monumenti

immagine:Troia.jpg


Lo scopo di questo lavoro é stato quello di produrre un potenziale contributo disciplinare nell'ambito degli studi del fenomeno urbano della Basilicata, ponendo al centro dei suopi interessi i caratteri fisici e materiali che hanno segnato lo sviluppo nel tempo della città di Acerenza.
Donato Antonio Troia, "Acerenza - Evoluzione Storico-Urbana dall'antichità all'età contemporanea." Edizioni Splasc, 1994.






immagine:Grillo1.jpg


Il testo tratta della storia della Cattedrale a partire dal 1440 al 1995. In appendice un capitolo di Don Mario Festa sulle campane della Cattedrale.
Padre Antonio Grillo, "PERCORSI DI UNA CATTEDRALE", Alfagrafica Volonnino Lavello, Agosto 1995.





immagine:Grillo3.jpg


Il testo tratta della della struttura urbana di Acerenza, i portali, i palazzi gentilizi, il convento delle monache. Nel volume molte immagini, e innumerevoli citazioni di documenti d'archivio.
Padre Antonio Grillo, "ACERENZA" I portali - La Cattedrale - Il Convento delle Monache", Litostampa Ottaviano, Lavello 1994.


immagine:La_Cattedrale_di_Acerenza_di_Leonardo_Lotti.jpg


La Cattedrale di Acerenza – Tipolitografia “Don Bosco” di R. Esabon, Andria 1983


[modifica] Demoantropologia