Mast Canie Montescalc

Da Acerenza wiki.

Un altro personaggio del nostro passato è Mast Canie Muntescalc. La famiglia Muntescalc di cognome Mancaniello, era molto intraprendente, gestiva un albergo dietro la Cattedrale, vicino al muro rotto, frequentato dai big della Magistratura e dagli Avvocati che frequentavano la Pretura di Acerenza. Mast Canie era un valente artigiano, calzolaio. La sua bottega, frequentata da diversi giovani apprenditi, era situata vicino all’attuale casa di Giuseppe Statuto. Si racconta che un giorno capitò nel suo albergo un principe del foro, un avvocato di grido proveniente da Napoli. Il nobiluomo disse che rientrando a Napoli si sarebbe recato da un maestro calzolaio per ordinare un paio di stivali da gran gala. Mast Canie osservò che praticava lo stesso mestiere e l’altro uscì con la battuta “U mett nu scarpar e’ Napl cu nu scarparidd paisan, chill so artìst.” Mast Canie replicò: “Eccellenza luatv la scarpa.” E chinatosi ai suoi piedi tolse egli stesso la scarpa al professionista, prese le misure del piede, l’altezza del ginocchio, poi con voce altera e sicura disse: “Andate dal vostro artista e ordinate i vostri stivali”. Quando il professionista tornò ad Acerenza per l’udienza successiva, Mast Canio gli fece provare uno stivale che aveva confezionato per lui. Il professionista lo indossò, fece una breve passeggiata nella stanza, rimase a lungo in silenzio poi esplose in una espressione di ammirazione per l’accuratezza del lavoro, la bellezza del manufatto e per l’ottima scelta del pellame, infine esclamò: “Li compro, sono fantastici”. Mast Canie replicò: “Come sono fantastici, Eccellenza è uno solo. E’ solo il sinistro”. “E l’altro? prendimi anche il destro, non fare il prezioso li pagherò a qualunque prezzo, sono fantastici.” E mast Canie: “Eccellenza u scapraidd paisan né ha fatto solo uno e ve lo regala l’altro fatevelo fare dall’artista cittadino.” Si racconta che da quel momento Mast Canie, che già aveva i nobili acheruntini come clienti abituali ebbe diverse commesse anche dalla nobiltà napoletana. La particolarità dei suoi stivali era data dall’accuratissimo disegno, dalla preziosità del pellame e soprattutto dal fatto che emettevano un curioso rumore ad ogni passo per cui Mast Canie era anche detto “U mast nzuctanzu”.

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