Programma del partito lucano d'azione.
Da Acerenza wiki.
I. Nessun popolo può raggiungere la elevazione morale e il benessere materiale senza la libertà.
II. La libertà è scopo a se stessa e la democrazia, prima di essere la forma politica più conveniente peri paesi civili, è anche la sola forma che permette lo sviluppo della ricchezza.
III. La libertà e la democrazia non sono possibili se non dove esista un Parlamento liberamenre scelto e che liberamente possa esplicare la sua attività. Ogni reazione non solo è un danno politico, ma è un danno economico e limita il credito della nazione e diminuisce la sua rispettabilità.
IV. IV L'ordine è condizione di libertà: ma non vi è ordine dove il Governo si sostituisce al Parlamento e il partito allo Stato. Condizioni necessarie di esistenza civile sono la libertà delle manifestazioni elettorali, la libertà di stampa, la libertà di riunione: ogni regime di costrizione è non solo contrario alla costituzione, ma rappresenta un pericolo. Ogni dittatura bianca o rossa, ogni tentativo di sostituire il partito alla Nazione, il Governo al Parlamento, costituiscono arti rivoluzionari e perciò dannosi. La dittatura proletaria è tanto ingiusta quanto la dittatura reazionaria, che è sempre più dannosa.
V. La guerra è solo giustificata dalla necessità della difesa nazionale. L'esercito che comprende tutti i cittadini di ogni classe e di ogni ceto, deve servire solo alla difesa nazionale, all'infuori di ogni manifestazione politica. L'ltalia libera e democratica deve lavorare a ristabilire la pace tra i popoli e le normali relazioni di vita, solo così può riprendere nel mondo le vie della libera emigrazione degli uomini e del libero movimento delle merci.
VI. Il decentramento e le libertà locali sono necessarie condizioni di sviluppo. Noi chiediamo, sopra tutto, che a somiglianza di tutti i paesi civili il Governo non abbia più la facoltà di sciogliere i comuni, le province e le opere pie e che limiti la sua opera a una onesta azione di controllo. Tutto il disordine della vita locale dipende da questa nefasta facoltà di sciogliere le amministrazioni locali, che è triste privilegio dell'Italia.
VII. Nel campo economico noi chiediamo: a) la libertà doganale, necessaria a rutta l'Italia ma sopra tutto alle regioni agrarie; b) la fine del sistema dei premi e delle partecipazioni dello Stato per tenere in vita industrie parassitarie, sopra tutto quando risulti che queste industrie, come la siderurgia e lo zucchero, si valgano degli ingenti benefizi per avvelenare la stampa e intorbidare le correnti della opinione pubblica; c) la riforma fiscale, che distribuisca le imposte in modo più onesto, togliendo alla imposizione diretta il carattere di maggiore asprezza per il Mezzogiorno e alla imposizione indiretta le maggiori ingiustizie per i consumi popolari; d) grandi economie in tutta l'amministrazione dello Stato; e) un programma di lavori pubblici veramente nazionali, cioè non basato su concessioni locali ma diretto soltanto ad aumentare la forza produttrice della Nazione; f) piena libertà ai sindacati operai e piena facoltà di sviluppo alla cooperazione nelle sue forme dirette e spontanee. VIII. Non vi può essere sviluppo dello Stato senza sviluppo della vita locale. Lottando per la rinnovazione della Basilicata noi lottiamo per l'interesse di tutta Italia.
IX. Alla violenza si deve opporre la resistenza; all'abuso noi dobbiamo opporre la legge; né rassegnazioni francescane, né spirito di rivolta, ma coscienza di uomini liberi. L'allenamento alla resistenza morale è la prima e la più necessaria condizione di sviluppo. Queste affermazioni sono piuttosto che un programma un indirizzo di vita. Non vogliamo né visi arcigni, né minacce, né violenze: non vogliamo per il nostro paese né le chiuse mura di una caserma, né le incomposte violenze degli agitatori; ma la vita serena di un consorzio civile. Occorre sopra tutto rinnovare l'ambiente e per rinnovarlo è necessario fare opera di verità e di realtà; destare le coscienze sopite; svegliare le anime dormienti, avvelenate dal pregiudizio e dalla indifferenza. Noi preferiamo gli avversari agli indifferenti: l'indifferenza è la nostra lebbra morale. Il Partito Lucano d'Azione si rivolge sopra tutto ai combattenti, ai giovani, a coloro che han dato le loro migliori energie alla patria senza farne materia di sfruttamento. Il Partito Lucano d'Azione è nella stessa direttiva e in perfetta intesa con il Partito Sardo d'Azione e con gli altri partiti, che vogliono il risveglio della loro regione a benefizio dell'Italia. Per la Basilicata, per l'Italia e per la libertà!
N. B. - La parola "democrazia" che spesso ritorna in questo programma va intesa strettamente nel suo significato etimologico e storico non come designazione di vecchi gruppi e partiti elettorali o parlamentari.