Rachele Zaza Padula
Da Acerenza wiki.
Donna Isabella Glinni.
Il romanzo è ambientato ad Acerenza tra la fine del '700 e gli inizi dell'800 pervasa dai primi fermenti liberali di riscatto, interpretati ed avvertiti da spiriti illuminati della giovane borghesia e dell'antica nobiltà.

In contrasto qualsiasi tentativo di lotta in nome della libertà e dell'uguaglianza lascia le masse popolari incredule e indifferenti. La famiglia Glinni, i cui avi giunsero ad Acerenza ai primi del '600, spicca per casato e per modernità intellettuale.
Tra i suoi membri ci sono figure indimenticabili: Patric O'Connors, Gran Maestro dei Cavalieri Templari, l'arcidiacono Filippo, il letterato Giuseppe, maestro e amico di Mario Pagano, Luigi velite dell'esercito napoleonico, Antonio, fisico della regia università di Napoli; e tante altre palpitanti di forte umanità.
Donna Isabella è al centro della narrazione; intorno a lei si muovono i numerosi personaggi e le vicende della famiglia. Ella affascina per l'audacia che la spinge a sfidare consuetudini antiche e per questo diventa il simbolo del mondo che sta cambiando.
La Basilicata con i suoi silenzi, la sua solitudine, la sua asperità fa da sfondo. Tra mito e storia l'autrice fa rivivere, attraverso un linguaggio, volutamente ampio ed evocativo, atmosfere, usi, costumi, eroismi e quotidianità di un mondo lontano, che, a guardar bene, ancora oggi sopravvive in alcuni angoli della regione lucana.
In Basilicata il vento, le rocce, gli animali delle foreste, gli alberi raccontano e sono talvolta gli unici testimoni dello sforzo di una regione, che, pur consapevolmente aperta alla nuova civiltà tecnologica e globale, vuole conservare gli echi ed i richiami delle proprie tradizioni.
Nel libro che oggi presentiamo si narra che, molti secoli fa, gli antenati della famiglia Glinni lasciarono l’Irlanda e tutti i beni che ivi possevano per sottrarsi alla repressione degli inglesi che avevano occupato l’isola.
Avevano lottato contro gli invasori, per difendere la patria e la religione cattolica ma erano stati sconfitti e dovettero fuggire in esilio.
Questa fu la “fuga dei conti” una pagina tristemente famosa della storia di Irlanda. Spinto dalla curiosità, dice il giudice Glinni, anni fa ho visitato i luoghi dove vissero gli antenati. Esiste tuttora in Irlanda una possente struttura che porta il nome di “Glinn castel”. Questo castello, a poca distanza dal mare, mi è parso solitario e triste. Uno di quei castelli dove fanno apparire i fantasmi come si legge nei romanzi. Dopo averlo visitato ho provato una profonda ammirazione per gli antenati che hanno lasciato tutto per seguire il valore più alto e sacro: la libertà. E così gli Glinni non tornaro più in Irlanda dove non avrebbero più potuto professare liberamente la loro fede e aiutati dalla chiesa romana si stabilirono in Italia coltivando tuttavia una profonda nostalgia per la loro terra.
Questi avvenimenti costituiscono l’antefatto, lo sfondo storico nel quale vanno contestualizzati gli eventi più recenti della famiglia Glinni che ormai da secoli vive in Acerenza. E qui che nasce come per incanto una storia d’amore, un amore dei vecchi tempi, interpretato dalla sensibilità di una donna di oggi che ce lo rende avvincente ed appassionante.
Una storia d’amore nato tra Isabella Glinni e Mario Pagano, questo personaggio della nostra storia, simbolo dell’idealismo e della libertà, un esempio per tutte le generazioni. La storia si ambienta nei drammatici momenti dei moti insurrezionali contro i Borboni con la durissima repressione che ne seguì ad imbavagliare le idealità e la cultura avanzatissima dell’Università di Napoli. Nella scuola napoletana trovò la morte la leggiadra figura delle scrittrice portoghese che era tanto innamorata di Napoli da sacrificare la vita per la sua libertà. E fu così che venne stroncata anche la giovane vita di Mario Pagano. La trama di questo libro che si muove tra le figure e la sensibilità della famiglia Glinni è caratterizzato da un filo conduttore che rimane costante nei secoli, il sacrificio della vita e degli affetti più cari in nome della libertà. La trama di questo romanzo non si organizza sulle gesta e sulle passioni di un giovane cavaliere ma sulla sensibilità, sulle idealità condivise, sulla eroica dignità civile di una donna che, condividendone gli ideali vede cadere sul patibolo il suo amato.